Ogni volta che torno in Calabria, anche se sono passati anni dall’ultima volta, trovo sempre alcune cose che hanno il potere di catapultarmi in un istante indietro di 25 anni (oramai…aiuto!)

Il secchio blu del nonno…È sempre stato lo scrigno prezioso pieno di regali dalla campagna. Mio nonno rientrava a casa la mattina presto quando tutti noi non ci eravamo ancora svegliati. Noi, i nipoti, la sua ragione di essere; essere nonno, essere presenza costante, essere guida, essere Amore. Essere. Perché noi esistessimo.

Arrivava sudato, anche un poco stanco, ma con un sorriso che riempiva tutta la casa, perché sapeva di portare con sé regali preziosi dalla sua amata campagna, carichi di sole e vita; e noi gli correvano in contro come pulci impazzite.

Ora, a distanza di tanti anni, mio papà reincarna il nonno e arriva la mattina presto con fichi bianchi appena raccolti, caldi di sole, dolci di miele, soffici di nuvole, delicati come bimbi riparati dalla cortina delle loro foglie.

Amore forte, ricordi, sapori che non scorderò mai.

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I fichi bianchi, nel piccolo paesello calabro d’origine di mia mamma, sono delle piccole divinità perché sono preziosi, hanno poteri magici, fanno sognare, hanno sempre una storia addosso e tutti sanno che possono goderne solo nel breve periodo del caldo agostano.

Perciò se avete la fortuna di avere tra le mani qualche fico bianco maturo, eccovi un modo per usare il loro potere magico:

-Sangria bianca ai fichi-

Per 1 porzione

– 1 bicchiere di vino bianco fermo fruttato (tipo gewurztraminer)

– 1/2 pescanoce bianca

– 1 fico bianco

– 3 acini di uva bianca

– 1 cucchiaino di zucchero di canna

– 1 foglia di basilico fresco

– 1 pizzico di cannella

– 1 chiodo di garofano
Prima di tutto c’è da dire che questa sangria va preparata il giorno prima di essere consumata, ma veniamo al dunque… Taglia la mezza pesca a pezzetti e gli acini a metà, metti la macedonia in una ciotola e condiscila con lo zucchero, la cannella, il chiodo di garofano e la foglia di basilico; mescola bene e lascia riposare in frigo per 15 minuti. Versa il bicchiere di vino nella ciotola di macedonia, mescola bene e lascia in frigo per una notte intera. Se tieni il fico in frigo, tiralo fuori mezzora prima di servire la sangria (non deve essere freddo), sbuccialo e taglialo a croce dalla parte alta senza arrivare in fondo (deve rimanere unito).  Versa il contenuto della ciotola in un bicchiere capiente e poggiaci sopra il fico; mi raccomando servi ben fredda la tua sangria bianca!

 

*Curiosità*: sulla costa Jonica del Catanzarese – e solo lì!! – (che è la zona natale di mio nonno e mia mamma) crescono delle piccole peschenoci bianche, grandi come albicocche che si chiamano Merendelle o Mirantelli; sono succosissime e dolcissime, hanno la pelle giallina e striata di rosso ciliegia; è un frutto pregiato, che viene dall’incrocio di mela e pesca e pare fu Alessandro Magno ad introdurla in Calabria, portandolda Cina e Persia. Ecco, la ricetta della sangria bianca ( da me evidentemente rivisitata) infatti viene dalla tradizione della mia famiglia, perchè mio nonno usava mettere proprio i mirantelli nel vino bianco, la sera prima di portarlo in tavola.

 

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UN SECCHIO DI…SANGRIA!
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